Ciao a tutti,
sono Daniela, ho 23 anni e vorrei farvi conoscere la mia storia, quello che il SIGNORE ha fatto per me, affinché possa essere utile a quanti si trovano nella mia stessa situazione per incoraggiare, e per coloro che non conoscono l’amore di DIO nella loro vita, affichè possa aiutarvi ad avvicinare a Lui.
Prima di raccontarvi la mia storia degli ultimi 5 mesi, vi descrivo come era la mia vita prima. Sono una credente cresciuta in una famiglia di credenti, nella mia assemblea mi occupavo, insieme ad altre sorelle, dell’ora felice per i bambini. Avevo un lavoro che mi piaceva molto ed un ragazzo con il quale ero felice. Era necessario descrivervi un po’ la mia vita (spesso frenetica) per portarvi ad una corretta analisi di quanto è successo in seguito. Era il primo sabato di Luglio e visto il gran caldo, decidemmo di andare in un posto all’aria aperta per trovare un po’ di refrigerio, insieme al mio ragazzo ed i suoi genitori. Lì consumammo un panino, e poi andammo al centro a fare una passeggiata per prendere un gelato, (così come avevamo fatto tante volte), solo che quella sera non era uguale agli altri e lo buttai. Mentre tornavamo a casa cominciai a non stare bene, avevo mal di pancia e mal di stomaco. Da allora la mia vita è cambiata, quella sera stetti molto male ma pensavo ad un’indigestione. Però dall’ora le cose peggiorarono: la testa mi girava, non avevo più le forze per fare quello che facevo prima e ogni cosa che mangiavo mi faceva stare male. Arrivai a non potermi più alzare perché mi mancavano le forze. Così cominciò il lungo percorso di serate al pronto soccorso. Fino a questo momento tutto dentro me sembrava andasse bene, attribuivo i malesseri al caldo torrido. Una sera però correndo verso l’ennesimo pronto soccorso, cominciò in me uno strano pensiero: io sarei morta di lì a poco. (Anche adesso non è facile ricordare quei momenti) cominciò l’angoscia… È vero sono una figlia di DIO, ma avevo paura di morire a 23 anni con tutta la mia vita davanti. Mentre ero nel mio letto guardavo tutte le cose che io e il mio ragazzo stavamo acquistando per il nostro futuro. Continuavo ad avercela con DIO e l’angoscia della morte, ed i sogni mai realizzati non mi dava più pace. “Fisicamente nello stomaco, non c’è niente”, disse il dottore che mi eseguì la gastroscopia d’urgenza. Ma comunque i dolori erano forti. Arrivò il 25 Agosto, e quanto mi portarono al pronto soccorso per un’allergia lì tutto aumentò del 100%. Grazie a DIO che è pieno d’amore, tornai a casa ma il giorno seguente mi portarono a Roma dove c’era uno specialista per allergie. Solo che io ci arrivai in condizioni non felici, ero dimagrita 6 KG in 40 giorni e non sapevo che cosa potessi mangiare. Decisero di ricoverarmi al Gemelli, perché non respiravo bene. Mentre ero distesa nel mio letto e respiravo l’ossigeno, parlai con DIO (sapete quando sei distesa puoi solo guardare verso l’alto) e gli parlai dicendoGli che avevo capito che non avrei lasciato quell’ospedale viva, ma che…i Ero arrabbiata con Lui, ero stanca e nervosa. Proprio in quel momento arrivò una signora che dopo poche ore morì, proprio accanto a me. Inutile dirvi che quella notte non dormii, perché avevo paura che chiudendo gli occhi non mi sarei più svegliata. Per i successivi 3 giorni mangiai solo una mela e bevendo acqua zuccherata per evitare che la pressione crollasse. Non camminavo più e anche respirare era diventato faticoso. La paura che di lì a poco avrei lasciato la mia vita terrena, mi faceva venire l’angoscia e non osavo parlarne con nessuno. Perché un figlio di DIO non deve aver paura di morire! Finalmente dopo 4 giorni senza mangiare, cominciai a mangiare qualcosa: pollo bollito. Questo è stato il mio pranzo e la mia cena per 40 giorni. Cominciai i test e risultarono delle allergie, ma io speravo che nel sangue non uscisse niente. Nel frattempo, l’angoscia passò, ma il giorno seguente arrivarono il risultati degli esami. L’allergie furono positive per: frumento pomodoro e lattice. Mi crollò il mondo addosso, io che non facevo altro che sognare di mangiare non potevo farlo. Il dottore mi disse che dovevo fare dei test di provocazione orale (in gergo medico il T.E.O.) cioè mangiare questi alimenti sotto loro stretto controllo e verificarne la reazione. Scoppiai in un pianto disperato e dissi a DIO che aveva scelto un bel modo per farmi morire. Dovetti firmare il consenso per sette alimenti: latte, uova, pesce, carne, frumento, pomodoro e lattice. Seguirono giorni di sentimenti negativi e nel frattempo l’unica cosa che facevo era prendermela con DIO, perché avrebbe potuto fare in modo che i test risultassero negativi. Io non ero disposta a soffrire ancora. Il lunedì arrivò io mi sistemai dicendo a mia madre che se fossi morta, avrei avuto almeno i capelli puliti, lei la prese come una battuta ma io dicevo sul serio. Piansi tanto in quel periodo… Una mattina prima di alzarmi sentivo di non farcela più a stare così, avevo bisogno di parlarGli e di chiederGli delle cose, pregai così: “SIGNORE, ho capito che io non posso farcela e che sto male, io non ce la faccio più, ti appartengo e voglio fidarmi di te. Tu dici che chi ripone la sua fiducia in Te non è deluso. Ora portami in braccio e «qualunque cosa SIGNORE»”. Credevo nei risultati di questa preghiera e sapevo che DIO ascolta e vede i suoi figli nell’angoscia. Ricominciai a leggere la sua parola e proprio allora il libro di Isaia dal 42 in poi. Fu stupendo! DIO mi stava accarezzando e mi stava parlando, mi scesero delle lacrime di gioia, di calma, di pace. Andai a fare altri test, ma ora era diverso ero tranquilla e fu stupendo non sentire più la presenza dell’angoscia. Non avevo fatto i conti però con colui che ci vuole allontanare da DIO. Satana aveva fatto leva sul mio stato fisico per gestire la mia spiritualità. La paura della morte era ancora forte e questo pensiero non mi lasciava. Prima di addormentarmi avevo paura di chiudere gli occhi e decisi di fare mio il versetto del Salmo 4:8 “In pace dormirò e in pace mi coricherò perché Tu solo, o SIGNORE, mi fai abitare al sicuro” (era una sfida per dire a DIO che se lo aveva promesso doveva mantenerlo). Decisi di fare mie queste parole. Riuscii a dormire per 10 ore consecutive per la prima volta dopo 20 giorni. Però succedeva una cosa “strana”, più ero stretta a Lui e più il nemico mi attaccava. Penso che DIO abbia messo in conto questo mio vacillare e anch’io lo avevo fatto ma non gli attribuivo la giusta importanza. Credevo a quella voce perché ero io a voler stare bene, io facevo di tutto perché questo succedesse. Nei giorni seguenti capii che da sola io non ero niente e che se volevo dei risultati veri dovevo capire una cosa: “Non più io, ma Tu SIGNORE in me”. Il giorno più bello fu quando lasciai la sedia a rotelle per camminare, mi sembrava di rinascere, ero contentissima ed imparai che Lui faceva le cose al momento giusto e non avrebbe permesso niente che Lui non approvasse. Ogni volta che però qualcosa non andava sentivo la minaccia incombente di quella voce che diceva: “Ecco questa è l’ultima cosa che fai, dopodiché morirai”, e non smetteva. Allora l’angoscia mi investiva e pensavo a tutte le persone care a casa: i credenti, i miei parenti e il mio fidanzato (al fatto che non avrei mai avuto la gioia di vedere il mio vestito da sposa e la gioia della nascita di qualche figlio); mi sentivo soffocare. Di lì a poco mi dimisero, era un mese che ero ricoverata e non potevano più tenermi. Mi arrabbiai tanto con il dottore accusandolo di non essere in grado di dire che potevo essere dimessa, pesavo solo 45 KG perché ero dimagrita ancora. Avrei fatto i test, ma d’esterno. In quel momento incominciò la vera lotta se pensavo che la fase più dura l’avevo superata, non avevo minimamente nella