IO VERSO DIO E DIO VERSO ME

Nel documento del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti dal titolo: “Il Pellegrinaggio nel Grande Giubileo del 2000”, il pellegrinaggio si potrebbe definire come l’incrociarsi di due percorsi, quello dell’uomo e quello di Dio, nel punto più efficace che è il sacramento, o il “mistero”. L’uomo cerca, l’uomo si muove, l’uomo si agita e a questa molteplice ricerca, Dio viene incontro soprattutto quando si rende fisicamente visibile e accessibile in Gesù di Nazaret, nel quale “abita la pienezza della divinità in un modo fisico” (Col 2,9).

Il documento continua e propone come punto d’incontro fra Dio e l’uomo << lo Spirito che Cristo risorto ha effuso sull’umanità perché applichi ad ognuno il frutto di redenzione e divinizzazione. Il pellegrinaggio di Dio s’incrocia col pellegrinaggio dell’uomo proprio là dove lo Spirito Santo incontra una libertà che gli si apre con fede. Il punto d’incrocio e d’incontro è appunto il “sacramento”, il “mistero cristiano”, veicolo privilegiato dell’agire efficace di Dio sull’uomo>>. I traguardi finali del pellegrinaggio cristiano sarebbero dunque, si l’incontro con Dio, con la sua Parola, ma <<nella riconciliazione, nella celebrazione eucaristica, e nello sbocco della carità, che sa offrirsi come servizio all’uomo, nel rispetto del creato e in un graduale cammino personale verso Dio, non senza il soccorso di Maria>>.

Non è certo la polemica che intendo alimentare tramite questo mio articolo, ma desidero filtrare quanto citato alla luce del “sommo documento”, la Sacra Bibbia. Certo, Dio va incontro all’uomo, anzi si è fatto uomo nella figura di Gesù; ma è doveroso sottolineare che, benché l’uomo cerchi, si muova e si agiti, non gli sarà mai possibile percorrere un solo passo nel cammino che, spera, lo porti a Dio! Di conseguenza, bisogna completamente escludere un punto d’incontro fra “il pellegrinaggio di Dio e quello dell’uomo”, ancor di più per il fatto che lo si individua “nella celebrazione eucaristica”, nella carità e in un graduale cammino che si deve addirittura avvalere del soccorso di Maria (vd articolo a pag.2)   Cristo è morto sulla croce per salvare dal peccato tutti coloro che Gli chiedono di essere perdonati, e la celebrazione eucaristica (o Cena del Signore) non è altro che un annunciare la Sua morte fino al giorno in cui Egli ritornerà. Partecipano ad essa coloro che sono già dei credenti nell’opera di Cristo, essa non è dunque un mezzo per portare l’uomo ad incontrare Dio, così come non lo sono le opere di carità, i tanti servizi sociali e le campagne finalizzate al rispetto del creato. Per quanto utili e indispensabili, nessuna di tali cose può portare l’uomo a “metà strada” del suo cammino verso Dio, anche perché il cammino è già tracciato: Dio ha messo la croce di Cristo come ponte fra Te e Lui. Dio ha già percorso il Suo cammino fino a TE, è già alla porta del tuo cuore e aspetta che TU Gli apra! ApriGli e accetta che Egli prenda il completo controllo della tua vita. Ne vale l’eternità…                                                                                                                                                                                                                                                     Angela Angeloro

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